Scordatevi la solita Barbie fashionista in bilico sul tacco 12, striminzita in un vestitino da discoteca. Già da tempo la Mattel Inc., storica casa americana creatrice della bambola, dava segni di una politica più inclusiva: alla classica bionda aveva affiancato “colleghe” dalle diverse etnie, con taglie curvy e persino mignon, senza contare le career dolls, le Barbie in carriera. Così dopo Barbie calciatrice, astronauta e ingegnere robotico è arrivata lei, Barbie National Geographic. La sua missione? Formare le nuove leve di esploratrici, scienziate, fotografe e amanti della natura.

La collaborazione tra la Mattel Inc. ed il National Geographic è stata annunciata all’inizio di quest’anno ma già si conoscono alcune tra le nuove professioni del giocattolo più iconico: conservatrice della fauna selvatica, astrofisica, biologa marina in Antartide, fotogiornalista nella natura selvaggia ed entomologa, studiosa degli insetti. «Aiutare le persone a comprendere la natura del mondo è, e sempre sarà, l’obiettivo principale di National Geographic – chiarisce la direttrice del mensile Susan Goldberg – attraverso la nostra partnership con Barbie, siamo felici di poter raggiungere i bambini in un modo completamente nuovo utilizzando il potere del gioco per ispirare le prossime generazioni». Una conquista importante che permetterà ai più piccoli di sviluppare una rinnovata attenzione nei confronti delle tematiche eco-sostenibili, a partire dai primi anni di vita. Capelli comodamente raccolti, scarpe antinfortunistiche e pantaloni sportivi, Barbie National Geographic potrà essere affiancata a diversi playset, ambientazioni, naturalmente a tema green.
La Barbie del Duemila si allontana dalla superficialità e lancia un chiaro messaggio: potrai diventare chiunque desidererai diventare. E anche Ken aspetta un riscatto…
Sembrano lontani, insomma, i tempi in cui la bionda più amata dalle bambine aspirava solamente ad una casa a due piani corredata di macchine da lusso, oppure di giungere in carrozza e cavalli al suo matrimonio con Ken, in un vestito principesco taglia 36. Già, perché in fondo anche Ken è stato un po’ vittima della superficialità della compagna. A differenza del muscoloso Big Jim, nato come giocattolo per maschietti e pertanto dotato di parti intime, Ken è stato ideato esclusivamente per essere il fidanzato modello romantico ed elegante, l’anonimo accompagnatore senza attributi maschili – fattore che ha scatenato le critiche della psicologa Kelly Brownell, docente dell’Università di Yale. E sappiamo tutti come andava a finire ai tempi in cui andava a lavorare per mantenere i vizi della ‘vecchia’ Barbie.